Performance / Danza

Dopo molti anni sul palco come danzatrice professionista nel campo della Classical Indian Bharatanatyam Dance (2000-2016), ormai mi concentro sulla ricerca, sulle performance sperimentali che includono il clarinetto e sui progetti interattivi, come i Workshop.

Mi interessano gli origini delle Arti Rituali, le radici mitiche del teatro di danza, come anche la costruzione/ decostruzione dell’identità culturale tramite la performance.

Visualizzo un rapporto empatico verso la „Natura“, mettendo in discussione la solidità dei confini tra esseri umani, animali, alberi, oceani e montagne.
Nel Progetto „Becoming an Indian Dancer“ (Diventare una danzatrice indiana) racconto del mio esperimento di Vita in India inserendomi nella società indiana mentre studiavo la danza classica indiana.
L’empatia verso la natura tratto nella mia rassegna di performance „Danza con la natura“.

La performance audiovisiva “Horror vacui” (Theater Eigenreich, Berlino 2009-10) porta sul palco una ricerca sulla dissoluzione dei confini: Berlin Club Culture, Proiezioni video interattive, Danza Classica Indiana e Improvvisazione creano una fusione da vivo.

DIVENTARE UNA DANZATRICE INDIANA?

2 Video Cicli, 8 min e 5 min, Berlino 2017

Nel Video „Becoming an Indian Dancer“ (Diventare una danzatrice indiana) racconto del mio esperimento di Vita in India inserendomi nella società indiana mentre studiavo la danza classica indiana.

Parte I: “lo sforzo e il tentativo”, 8 min, i miei pensieri nascosti: in questo video voglio condividere queste mie domande che avevo sentito nel silenzio dentro di me, in combinazione con qualche disegno e un documentario: convivevo insieme con una famiglia indiana in Bangalore / India mentre frequentavo un’accademia per la danza classica indiana.
Parte ll: “performance, domande”, Berlino 2009-2017. Estratti delle performance, 5 min

Il progetto: nel 2000, dopo aver fatto il mio diploma all’Accademia delle Belle Arti di Monaco, e anche nel 2002 , 2004 -05 mi sono dedicata alla danza classica indiana Bharata natyam in Bangalore e Chennai/ India. Mentre studiavo lì in una scuola di danza, cercavo di capire quanto fossi stata capace di immergermi nella cultura indiana – e quanto fossi stata in grado di avere una seconda identità come „danzatrice indiana“, nonostante fossi cresciuta in Germania.
I miei studi, i miei spettacoli e le lezioni di danza che davo anche ad alunni indiani erano un modo di inserirmi nella società indiana? Benché ci fosse un grande divario tra di noi dovuto al colonialismo e allo squilibro gigantesco del nostro mondo?
I video sono documenti di questo tentativo.

Bharata natyam Dance Performance, Genova, Quarto Pianeta, 2017. Camera: Ella von der Haide.

DANZA CON LA NATURA

Video Cicli:
Nature Conversations, 8 min, Corsica / Francia, 2015
Berliner Baustellen Bharata natyam, 3 min, Berlino 2013/14

È possibile oggi di provare una relazione con la „natura“ senza la gerarchia?
Senza dominarla, temerla, osservarla, adorarla, senza romanticismo?
Provo l’Intimità con la natura come un altro modo di inserirmi nel ambiento:

L’ambiente come compagno da ballare, sia la montagna della Corsica sia un grande cantiere edile a Berlino.
Mentre faccio una danza esistono nello stesso tempo la concentrazione profonda e il rilassamento profondo.
Questo mi permette di mettere in dubbio i confini del mio corpo: comunicando tra la respirazione, la pelle, i movimenti, come anche tra i suoni con la pietra, con gli alberi, co il cielo, con il cemento…

 

 

Video qui sotto: Improvvisazione della danza nella città di Berlino, secondo i suoni del cantiere, 2013-14

Foto: Isabel Jaden, Carolina Goedeke, Yvonne Reittinger, if-land.de

Project. horror vacui

HORROR VACUI – La Ricerca sul vuoto  / Search for Emptiness

Choreography/ Performance: Carolina Goedeke
Video/ Technic: Knud Strick-Schulz alias vitaminK+
Music: Frank Bogdanowitz alias Dr.Nojoke

«Horror vacui» è una danza audiovisiva interattiva di ca. trenta minuti sulla dissoluzione dei confini, che vuole rendere tangibile il nostro rapporto ambivalente con il vuoto. Partendo dall’idea di collegare la cultura dei club di Berlino, i media digitali, la danza classica indiana e l’improvvisazione della danza, ci ritroviamo nella proiezione del nostro più profondo desiderio interiore di vuoto, vastità e fusione, e di un conseguente timore di isolamento, insignificanza e perdita della nostra identità. Una ricerca di performance audio-visive!